St. Bernard Pass – Aosta

ITALY

Il passo di San Bernardo è uno dei più alti pass stradali. Si erge s nella terza posizione con l’altezza di 8100 piedi. Questo si trova in Svizzera. Martigny e Aosta sono i due luoghi collegati da questo passaggio nella regione d’Italia. Questo passaggio è in uso dall’età del bronzo fino ad ora. Guarda questo fuori per conoscere i luoghi questo passaggio.

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TEXTS

Passo del Gran San Bernardo SCE REMEI (XLVIII)

Etroub1es

Saint-Rhemy

Aosta AUGUSTA (XLVII)

La zona di Sant’Orso (Aosta)

 

MAPS

  1. Passo del Gran San Bernardo
  2. Etroubles
  3. Aosta

 

 

 

Passo del Gran San Bernardo

 

 

L’ospizio di San Bernardo

 

Passo del Gran San Bernardo

 

Quello dell’Alpe Poenina (2472 m) è uno dei passi più antichi delle Alpi.

 

Se in età preistorica e protostorica esisteva una via di terra fra il nord-ovest europeo e l’Italia, fu certo questo il punto in cui essa traversava la piu imponente barriera fisica d’Europa.

 

Sul passo sorge l’ospizio di San Bernardo, abitato dai monaci Agostiniani; fu eretto nel 1045 per offrire a mercanti e pellegrini la sicurezza fino allora mancata. La chiesa fu intitolata a San Nicola, di cui si era diffuso il culto in quel secolo, ma l’ospizio fu presto detto di San Bernardo. Comprende oggi un edificio del XVI secolo con chiesa annessa, una costruzione del 1898 e un albergo del 1925.

 

E’ incerto se la SCE REMEI (XLVIII) di Sigerico si riferisca all’ospizio stesso oppure al primo centro abitato che troviamo dopo il passo, il villaggio oggi semiabbandonato di Saint-Rhemy (1619 m), antica mansio romana.

 

 

 

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ETROUBLES

Nel tratto abbandonato, la via principale ha ancora un nome evocativo: Via Roma.

 

Etroub1es

 

La nostra strada scende ora verso Etroubles (1270 m), dove troviamo ancora un segnale: la via principale del villaggio, che un tempo lo traversava, si chiama ancora oggi Via Roma. II lindo e tranquillo paesino valdostano, situato presso una valle pittoresca, conta meno di 500 abitanti, ma ha buoni alberghi e servizi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SAINT-RHEMY

Sui tetti di ardesia, nella stretta valle boscosa, il sole tramonta presto.

 

Saint-Rhemy

 

Di origini romane, prospero proprio grazie alla strada che vi transitava. La Chiesa neoclassica (1814) ha un campanile del XV secolo; un antico ospizio, fondato nel XIV secolo, è stato notevolmente alterato da restauri. Nel 1800, ricordano i francesi, vi dormì Napoleone.

 

 

 

 

 

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Aosta

 

 

 

 

Aosta

 

Nel cuore della valle omonima, a 583 m di altitudine, sorge Aosta (l’AUGUSTA (XLVII) di Sigerico), città di fondazione romana popolata oggi da circa 40.000 abitanti.

 

Capoluogo di una regione autonoma di lingua francese, questo importantissimo luogo di transito conserva molte vestigia del periodo romano e altomedievale ed è inoltre un fiorente, anche se caotico, centro industriale.

 

Insieme alla direttrice che seguiamo, convergono su Aosta le vie del traforo del Monte Bianco e del Piccolo San Bernardo, ossia le principali strade di oltralpe.

 

Le alte montagne che circondano la cittadina la privano del sole per tutto il periodo invernale: un in conveniente compensato tuttavia dalla bellezza dei picchi assolati, che torreggiano al di sopra del profilo dei tetti.

 

Analogamente a quanto accade per il Sud Tirolo, la lingua della nazione limitrofa svalica lo spartiacque alpino e penetra profondamente in territorto (geograficamente) italiano.

 

Tutte le pendici alpine del Piemonte erano francofone sino all’unità d’Italia, e persino in epoca Romana la cultura di oltralpe raggiungeva la pianura Padana; l’isolamento della Val d’Aosta ha causato questo fenomeno di conservazione.

 

 

Porta Praetoria

 

La valle, le cui le prime testimonianze di insediamento stabile nsalgono al Neolitico, vede nel 25 a.C. Ia nascita della colonia romana di Augusta Praetoria. Sul luogo dell’accampamento militare di Terenzio Varrone Murena posto a guardia delle strade, si insediarono 3000 pretoriani di Augusto, dopo aver sgominato e disperso nei più remoti recessi vallivi gli indigeni Celti Salassi.

 

Nella sua struttura quadrata, nelle mura, porte ed edifici pubblici, Aosta mostra chiaramente ancor oggi il suo passato di colonia romana.

 

La Porta Praetoria, singolare nel suo genere, vi esiste sin dall’epoca della fondazione: situata sul lato E delle mura cittadine, si erge su un doppio muro di grandi blocchi squadrati; dei tre fornici, quello centrale, il più ampio, consente il passaggio dei veicoli.

 

Esternamente, la porta presenta resti del rivestimento marmoreo. La costruzione è interrata per m 2.50, livello al quale si trovano tutte le altre fondamenta romane.

 

 

Arco di Augusto

 

A est della porta sorge l’Arco di Augusto, eretto nel 25 a.C. per celebrare la conquista della patria dei Salassi. La “puddinga” questo il nome della pietra di cui è fatto l’arco, conferisce al monumento un aspetto austero, quasi tetro, tipico di tutti gli antichi edifici della valle, i quali offrono uno strano contrasto con le candide e splendenti vette che coronano l’alto orizzonte.

 

Proseguendo si giunge al Ponte Romano, anch’esso del periodo della fondazione, ad arcata unica di grossi blocchi.

 

Lungo la Via Rey si innalza la torre medievale dei Balbi, del XII secolo, sede del Palazzo di Giustizia nel XVI secolo e prigione nel XVIII.

 

Continuando a seguire il perimetro delle mura romane si arriva al Convento di Santa Caterina.

 

Nel giardino, incorporate nel muro di una casa, le arcate dell’Anflteatro Romano (24 a.C.), capace di 20.000 spettatori… molti di più del numero degli abitanti dell’Aosta Romana.

 

Immediatamente a sud, sorgono le imponenti rovine del grandioso Teatro Romano, che con i 22 m di altezza del suo fronte è uno degli edifici più alti di Aosta.

 

 

 

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Sant’Orso, chiostro

 

 

Sant’Orso, capitello

 

Sant’Orso

 

La zona di Sant’Orso, a est fuori le mura di Aosta, è il luogo dell’antica cattedrale della città.

 

Fin dal V secolo, sorgeva qui un piccolo monastero, che dal 1132-33 assunse la regola di Sant’Agostino. (Scavi archeologici hanno fatto luce sul passato paleocristiano di Aosta.)

 

Estesa su più secoli, la costruzione della Collegiata di Sant’Orso fu iniziata da Anselmo, vescovo all’epoca di Sigerico (994-1025). Rimangono di quelI’epoca la cripta e le pitture murali del sottotetto.

 

A destra della chiesa si trova il Priorato di Sant’Orso. Costruito fra il 1494 e il 1506 dagli Challant, i signori feudali della valle, l’edificio si distingue per le sue terrecotte decorative: un tipo di arte ricorrente lungo tutto il percorso della Via Romea, fino a Lucca, Siena, Viterbo ecc.

 

Al n° 10 di Via S. Orso, si apre l’ingresso del Museo Archeologico, che conserva mosaici, fittili e vasellame romano e gallico, assieme a monete e altri cimeli trovati in Aosta e dintorni.

 

La Cattedrale di Aosta (Piazza Giovanni XXIII), fondata nell’XI secolo sull’area del Foro romano, presenta ai lati della facciata neoclassica (1848) due notevoli campanili romanici (originale quello di destra). All’interno, un mosaico (nel presbiteno) a tema astrologico dei secoli XIII-XIV e un bel coro ligneo, opera gotica del 1470 circa.

 

Nella chiesa, che assunse l’aspetto attuale a tre navate nel XV sec. a opera del priore Georges Challant, si conservano molte opere d’arte (sec. XV-XVI) di stile franco-valdostano, svizzero e italiano. Compongono il Tesoro (nella sacrestia del coro) una statua-reliquiano di Sant’Orso, di oreficeria franco-valdostana del XV sec.; una cassa-reliquiario dello stesso santo, sempre in argento sbalzato e cesellato, del 1359; il Grande Calice di Sant’Orso, dei primi del XIV sec., e altri preziosi artefatti. Nel Chiostro, splendido esempio di arte romanica del XII sec., rimaneggiato nel XV, rimangono 40 capitelli con raffigurazioni di grande interesse.