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INTERNATIONAL KNOWLEDGE UNLIMITED

 

The incipit of Marie Louise Berneri's introduction to her book on Utopias

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Il paragrafo iniziale del libro sulle Utopie di Marie Louise Berneri

 

 

"Nè East Né Ovest" saggio di MLB contenente scritti dal 1939 al 1948.

 

 

Vernon Richards, marito di MLB e fotografo ufficiale di George Orwell

 

 

 

 

 

 

MLB nel 1948

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MLB fotografata dal marito Vernon Richards

 

 

 

 

 

 

 

 

"Viaggio attraverso l'Utopia" di MLB, senza dubbio il trattato politico più intelligente dell'epoca pubblicato dopo la morte dell'autrice.

 

 

 

 

 

Camillo Berneri, padre di MLB

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Simone Weil

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cathars

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zoroaster

 

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UTOPIA

"La nostra è un'epoca di compromessi, di mezze misure, dei mali minori. I visionari vengono derisi o disprezzati, mentre "uomini pratici" esercitano il potere su di noi. Non cerchiamo più soluzioni radicali per i mali della società, ma riforme; non cerchiamo più di abolire la guerra, ma solo di evitarla per qualche tempo; non cerchiamo di abolire il crimine, ma ci accontentiamo di riforme penali; non cerchiamo di abolire la fame, ma mettiamo in piedi organizzazioni caritatevoli internazionali. In un tempo in cui l'uomo si interessa a ciò che è fattibile e immediatamente realizzabile, potrebbe esser salutare rivolgere il nostro sguardo a uomini che sognarono l’Utopia, che respinsero tutto ciò che non rispondeva alla loro idea di perfezione"

 " Our age is an age of compromises, of half measures, of the lesser evil. Visionaries are derided or despised, and 'practical men' rule our lives. We no longer seek radical solutions to the evils of society, but reforms; we no longer try to abolish war, but to avoid it for a period of a few years; we do not try to abolish crime, but are contented with criminal reforms; we do not try to abolish starvation, but to set up world-wide charitable organisations. At a time when man is so concerned with what is practicable and capable of immediate realisation, it might be a salutary exercise to turn to men who have dreamt of Utopias, who have rejected everything which did not comply with their ideal of perfection"

Marie Louise Berneri, nata ad Arezzo nel 1918, morta a Londra nel 1949- "Journey through Utopia" Londra, 1950)

George Orwll fotografato da Vernon Richards

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Maria Luisa Berneri

Arezzo 1918 - Londra 1949

    Maria Luisa Berneri fu uno dei membri e fautori del Freedom Group durante la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale e il dopoguerra, fino alla sua morte prematura nel 1949.

    Nonostante la comparsa delle riviste Freedom Bulletin e Freedom (nuova serie), l'anarchismo britannico degli anni ’30 non era certo un movimento significativo; le cose cambiarono nella seconda metà degli anni ’40 quando Vernon Richards iniziò a pubblicare, praticamente da solo e con pochissimo aiuto, ‘Spain and the World’. Negli anni che seguirono egli fece di questo giornale il punto di partenza per resuscitare la Freedom Press (la casa editrice anarchica tuttora esistente a Londra) e rivitalizzare l’attività propagandistica anarchica. L’unico aiuto sostanziale che ebbe provenne da Marie Louise Berneri. Ma chi era Marie Louise Berneri?

    Maria Luisa Berneri nacque ad Arezzo il 1° marzo 1918 da Camillo e Giovanna Berneri, ebrei libertari perseguitati dai vicini di casa per il loro credo. Essere ebrei e liberali allora in Italia era come esserlo oggi nel 2006, con la sola differenza che allora si rischiava la vita e oggi solo l'ostracismo. Il padre, inizialmente un liberal-socialista, abbracciò l’anarchia all’inizio degli anni ’20, divenendo presto uno dei più prominenti e controversi intellettuali del movimento anarchico italiano.

    Al momento l’acclamazione popolare di Benito Mussolini al potere nel 1922, Camillo Berneri era insegnante a Firenze e fu uno dei pochi che rifiutarono di accettare le direttive imposte dal Fascismo alla professione.  Ostracizzato e perseguitato sia dal potere che dai colleghi e dai vicini di casa, cercò nel 1926 l'esilio in Francia e a Parigi la sua casa divenne presto un centro di attività antifasciste. Le due figlie, Maria Luisa e la minore Gilliane, crebbero così in un ambiente assai politicizzato.

    Adattando il suo nome al francese, "Marie Louise" si laureò e verso il 1935 iniziò a studiare psicologia alla Sorbonne, abbracciando assai presto il movimento anarchico. Essa partecipò quindi alla produzione delle rivista Révision, assieme a Luis Mercier Vega, alias S. Parane, Alis Ridel.

    Allo scoppio della Guerra Civile Spagnola Camillo Berneri andò in Spagna e dopo un periodo trascorso sul fronte aragonese, prese residenza a Barcellona per redarre il giornale italiano Guerra di Classe, forse il più illuminato di tutti i giornali anarchici usciti dalla Rivoluzione Spagnola.

    Marie Louise si recò due volte a Barcellona, la seconda fu nel 1937, dopo l’assassinio dei fratelli Rosselli da parte del Fascismo e del padre da parte di una squadra di assassini portante insegne comuniste. Si trattava di insegne dello stesso tipo di quelle esibite dalla squadra che cercò di assassinare anche George Orwell e a sua moglie. E’ palese il legame fra questo movimento e quello che sino al 1989 ha ostracizzato ed attivamente ostacolato la diffusione in Italia delle opere di George Orwell, di Karl Popper e Thorstein Veblen, e anche impedito la conoscenza della persona e dell’opera di Marie Louise Berneri.

    Dopo l’evento,delusa e disgustata dalla Francia, oltre che dall’Italia, Maria Luisa decise di trasferirsi in Inghilterra, dove si unì al suo compagno Vernon Richards e dove trascorse il resto della sua vita. Vernon e Marie Louise si sposarono e così essa ottenne subito la cittadinanza britannica. La sorella Gilliane rimase invece a Parigi dove nel dopoguerra studiò psicologia e fu attiva nel movimento anarchico francese.

    La madre Giovanna, che durante gli anni ’20 era divenuta sempre più attiva nel movimento antifascista e quindi in quello anarchico, fu arrestata a Parigi all’inizio della guerra e quindi internata nel sud della Francia. Essa fu poi estradata in Italia dal regime di Vichy e rimase in galera in Italia sino alla Liberazione. Giovanna Berneri fu una figura eroica durante la Liberazione e quindi un intellettuale di rilievo nel movimento anarchico italiano. Gli ex fascisti che nel dopoguerra monopolizzarono la storia della lotta di Liberazione, fecero in modo che il suo nome non figurasse nei testi.

    Dal 1936 sino alla morte, dodici anni più tardi, tutte le attività della casa editrice Freedom Press furono ispirate dalla personalità e dalle idee di Marie Louise Berneri. Già a Parigi Marie Louise fu attiva, assieme al padre e a Torn Keell nelle discussioni e nella raccolta di fondi per la realizzazione della rivista Spain and the World, che Vernon Richards aveva iniziato a pubblicare nel 1936. Dopo il suo trasferimento in Inghilterra nel 1937, Marie Louise si occupò principalmente della produzione della rivista e fra febbraio e giugno 1939, prese parte alla produzione della rivista Revolt, erede di Spain and the World. I suoi collaboratori furono Vernon Richards, Albert Meltzer, Tom Brown, I coniugi Leach e Sturgess.

    Marie Louise fu anche uno dei fondatori di War Commentary nel 1939. Conoscendo già l’italiano il francese a le spagnolo, imparò presto l’inglese divenendo uno degli editorialisti e specializzandosi in affari internazionali. Fu una efficace oratrice, venditrice di giornali e organizzatrice di simposi, ma fu soprattutto il catalizzatore emotivo e intellettuale del gruppo.

    Alla fine della Guerra Civile Spagnola Marie Louise si adoperò nell’organizzazione degli aiuti ai bimbi e ai rifugiati politici. I suoi numerosi contatti e le sue conoscenze del movimento a livello internazionale le conferirono grande autorità fra gli anarchici, ma i suoi principi libertari e la naturale modestia fecero sì che non abusasse mai del potere effettivo di cui godeva..

    Nell’aprile del 1945 fu uno dei quattro redattori di War Commentary processati per “incitamento al disfattismo”, ma fu rilasciata grazie a un cavillo tecnico (“non si può accusare una moglie di cospirare col marito”) e quando tre suoi compagni (John Hewetson, Vernon Richards e Philip Sansom) furono detenuti, si assunse la responsabilità di portare avanti la pubblicazione della rivista sino al periodo post bellico.

    La Berneri mantenne vivo il suo interesse per la psicologia e in Inghilterra fu fra i primi recensori del lavoro di Wilhelm Reich in un articolo intitolato “Sexuality and Freedom” (Sessualità e libertà) nella rivista “Now” di George Woorcock (Agosto 1945).

    Alla fine del 1948, mise alla luce un bambino morto e il 13 aprile 1949 lei stessa morì improvvisamente a causa di una banale infezione virale. Maria Luisa Berneri fu una intelligente e impegnatissima libertaria e fu anche una donna bellissima, con una grande personalità. La sua morte improvvisa all’età di 31 anni fu una tragedia, non solo per i suoi amici e compagni, ma per tutti i libertari del mondo.

    A parte i numerosi contributi nei periodici della “Freedom Press”, la Berneri lasciò un interessante post scriptum a un suo famoso articolo intitolato “Vote – What for?”(1942), una nuova versione del famoso pamphlet anti elettorale di Malatesta del 1890, scrivendo anche gran parte del pamphlet per Freedom Press “The Russian Myth” (1944). Questo fu anche ripubblicato in parte nel suo “Workers in Stalin’s Russia” (1944), un libretto particolareggiatissimo che descriveva la reale situazione nell’Unione Sovietica. Naturalmente tutte Opere introvabili in Italia almeno sino al 1989.

    Dopo la sua morte, nel 1952, il Marie Louise Berneri Memorial Committee pubblicò “Neither East nor West” (Né Est, né Ovest) una antologia dei suoi articoli dal 1939 al 1948. Un’altra pubblicazione postuma, del 1950, è “Journey Through Utopia” (Viaggio nell’Utopia), uno dei più competenti saggi mai scritti sul tema delle utopie, pubblicato inizialmente da Routledge di Londra e adesso disponibile presso “Freedom Press”.

    Molti suoi scritti su di lei sono stati pubblicati dalla “Freedom Press” dopo la sua morte, primo fra tutti “Marie Louise Berneri, 1918-1949: A Tribute” (1949). Un articolo su di lei scritto da Philip Sansom comparve su “Zero I” (giugno 1977) e un ricordo fu pubblicato da George Woodcock su “Oper Road 6”(primavera 1978).

    Vernon Richards, ci inviò personalmente dati e informazioni su Maria Luisa Berneri nel 1997. Di origini italiane, Vernon Richards fu il più prominente anarchico britannico, fu il fotografo ufficiale e amico di Gerge Orwell, combatté in Spagna e fu varie volte detenuto in Gran Bretagna, morì in povertà quasi novantenne nel 2000.

    Pur non condividendo le idee anarchiche rivoluzionarie di Maria Luisa Berneri –che peraltro erano solo frutto dei suoi tempi- desideriamo che si conservi la memoria di una donna geniale, che si è battuta per la verità sull’Unione Sovietica da sinistra, e che anche per questo motivo è stata ostracizzata e ignorata dalla sinistra italiana, asservita all’Unione Sovietica e al KGB sino al 1989.

Giovanni Caselli - Emily A. Morley

PS   Sono lieto di aver potuto corrispondere con Vernon Richards negli ultimi anni della sua vita e di conservare alcune sue interessanti lettere.

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Simone Weil revisited

Simone Weil was the first western intellectual to perceive that Persian culture had played a vital role in the formation of Medieval Europe.

In her essay entitled the Ecrits historiques et politiques (1943) this genial scholar anticipated my own realisations by more than 50 years. I here paraphrase Simone Weil in saying that Mediterranean genius appears to have concentrated in the Languedoc immediately after the 10th century. Nowhere else in the Mediterranean outside the Languedoc such synthesis could have occurred.

The intolerance of the Church in Italy and of the Moors in Spain and elsewhere, except perhaps in Andalusia, left the country of Oc the only place with relative peace and freedom. The strong chivalrous tradition brought in by the east Germanic invaders, mixed with Arab-Persian influence in the Languedoc. Thanks to ancient and consolidated connections with North Africa, Persian genius rooted and flourished here, at exactly the time when it was taking root in China. The influence of Egypt is also perceptible in Saint-Sernin and Toulouse.

The Manichaean Chatars of the Languedoc were the only medieval people among which antiquity was still felt present. For some reason they became the inheritors of Platonic thought and of the mystery doctrines of a pre-Roman civilisation encompassing the Mediterranean and the Near East. Their doctrine seems to have been subjected to influxes from Buddha, Pythagoras, Plato, the Druids who once upon a time lived in this land, and from Zoroastrianism.

During the 1960s it was another Jewish genius, Roman Ghirshman, to point out such Persian influence in the formation of Medieval Europe. However, French Chauvinism has gagged and silenced both these scholars and has endeavoured to insure their oblivion. Truth, however inconvenient might be to those who have a dirty historical conscience, will in the end re emerge.

Why linger on the past? - Asks Simone Weil – why not look at the future? Nowadays, for the first time in centuries we contemplate the past, and Simone asks: Is this because we are tired and close to despair? Yes, we are as close to despair today as Simone Weil and many others were in 1942, this is the reason why we must look at the past and find some truth among the garbage with which nationalists Chauvinists and warmongers in general, have polluted the facts of history and anthropology in order to confuse people and have it their own way.

I am not talking about a plot, I am far removed from those who having decided that the West is evil believe in the 9 11 plot, in the Holocaust being exaggerated and even Pearl Harbour having been a plot machinated by Roosevelt, the Jew, and the Ainu of Hokkaido. I refer to a minority of unscrupulous people who, for the sake of power and money, are against internationalism and are working for war.

Today’s conflict is the outcome of misunderstandings caused by history as interpreted by incompetent or dogmatic historians who magnify out of proportion irrelevant concepts such as nation, culture, civilization, ethnicity. Of course there are nations, and there have been different cultures, civilisations and ethnic groups in the past, but not today. Nations still exist only because there are borders that keep people in, but there is practically only one civilisation, one culture and one ethnicity in the whole world, since people want to be together and wish to be the same. Every common person in the whole world tries to be like the next, and especially wants to be like an American, which epitomises the ecumenical culture.

With reference to the Languedoc, Simone Weil says that piety towards dead homelands should not threaten the unity of France, as some seem to fear. No one can resuscitate this country of Oc, since, unfortunately, we have killed it off and it’s dead and gone. Even if we admitted that truth is allowed to be concealed when it threatens the nation, what harm can truth cause to Francetoday?

Then Simone Weil goes on to say that the spiritual vocation of ancient Greece is the same as that of Europe, beginning from the 12th century, civilisation flourished in this corner of the earth where we happen to be.

It is true that the history of European nations, in Europe and in the New Worlds, has been very greatly affected by the myth of Ancient Greece. The history of Italy, for example, is none other than the re conquest of a mythical past by a mixed population of varied origins who gradually felt Italian and intended to re conquer the old glories of Greece and Rome. The Kingdom of France grew up with the myth of the Gallo Romans, Germany with that of the Arians, Ireland with the myth of the Celts and so on. Some nations, however, and among them England, were more pragmatic and did rather better, they developed a culture which is refractory to chauvinism nationalism and militarism.

During their formative period nations need have no cultural, genetic or other kind of unity, since unity and peculiarity come later by virtue of centuries of myth building, segregation within borders, and antagonism with neighbours. National characters are determined by a chance combination of ideas and events in the early stages of seclusion of a heterogeneous population  within borders.

Behind Persia, as Weil reminds us, was the idea of the opposition between good and evil; behind India was the mystical union between God and the soul reaching perfection. China’s idea was based on divine non action which is equivalent to fullness of action, the same as saying that the absence of God is fullness of His presence. Egypt relied on man’s piety for his neighbour expressed by the idea of the eternal happiness of the soul after a just life; salvation through the assimilation to a God who had lived suffering and had died of violent death, but who in the other world had become the judge and the saviour of souls. Greece received the message of Egypt, and received the revelation of human misery and divine greatness the idea of the infinite distance between God and Man.

One may not share the spiritual feelings of Simone Weil, but anyone will appreciate the depth of perception of this genius and realise that she was well ahead of her times.

Mankind was originally one and once freed from borders, either virtual or physical, it is very rapidly going back to being one. Mankind has only temporarily being divided by forces going against the will of the majority. Anyone calling the present conflict, between those who feel they make it a being American and those who do not, a “clash between civilisations” is an incompetent who should keep quiet for the sake of the lives of thousands of innocent people.

If more people could see the true nature of this conflict and the total meaninglessness of it, war would end. What is the use of history if not the pursuit of peace, justice and freedom?

Nurturing criminal idiots generates monsters, and anyone who spends even only one good words for the reasons of criminals bears a dirty conscience.

Giovanni Caselli

January 2008